Un altro anno è appena terminato ed uno nuovo è da poco cominciato. L’atteggiamento comune è quello di sperare di essersi lasciati alle spalle ogni situazione spiacevole e di iniziare un nuovo calendario con l’augurio che il futuro ci riservi cose più piacevoli. Ovviamente, non è sbagliato di per sé, tuttavia questo comportamento ci spinge a focalizzarci unicamente sulle difficoltà vissute nell’anno precedente, dimenticandoci del sostegno ricevuto in esse dal Signore e la sua capacità di utilizzarle per farci alla fine del bene. Ossia migliorare la nostra relazione con lui, alimentando fiducia e speranza e facendoci maturare tramite le prove che lui stesso ha permesso.
Salmo 116:1-2, 8, 12-13, 17 Io amo il SIGNORE perché ha udito la mia voce e le mie suppliche. 2 Poiché ha teso l'orecchio verso di me, io lo invocherò per tutta la mia vita. 8 Tu hai preservato l'anima mia dalla morte, i miei occhi dalle lacrime, i miei piedi da cadute. 12 Che potrò ricambiare al SIGNORE per tutti i benefici che mi ha fatti? 13 Io alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del SIGNORE. 17 Io t'offrirò un sacrificio di lode e invocherò il nome del SIGNORE.
Quando ci poniamo nella giusta prospettiva ed osserviamo l’anno trascorso focalizzandoci sulla cura divina, le risposte ottenute in esso e la grazia con cui continua a relazionarsi con noi, realizziamo che non possiamo né potremo mai ricambiarlo. L’unica cosa che potremo invece fare, con la certezza che ciò verrà da lui apprezzato, è adorarlo mediante la lode. Ciò che Dio si aspetta da me e te in questo nuovo anno, se abbiamo una relazione personale con lui, è una realizzazione sempre più profonda della salvezza, ossia della guarigione dal peccato, che è iniziata con la giustificazione e che continua con la santificazione. Ciò produrrà in noi una consapevole riconoscenza, spingendoci a dare a lui tutta la gloria per ogni buona opera che siamo riusciti a compiere lo scorso anno e che, se a lui piacerà, compiremo anche quest’anno.

