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Il sacrificio di Jona

Nel Campo del Ghetto Nuovo di Venezia c’è una targa in memoria di Giuseppe Jona, stimato medico veneziano nonché leader della comunità ebraica della città durante la Seconda guerra mondiale. Jona ricoprì tale ruolo dal 16 giugno 1940 fino al settembre 1943, ossia fino a quando, durante l’occupazione tedesca di Venezia, i nazisti gli ordinarono di consegnare l’elenco di tutti gli ebrei residenti in città. Tale richiesta, a causa delle leggi razziali, comportava il far conoscere i nomi di chi avrebbe potuto essere rastrellato e deportato nei campi di sterminio. Ma Jona fece una scelta totalmente differente. Piuttosto che consegnare quei documenti, prima distrusse tutti gli elenchi e gli archivi identificativi delle persone della comunità con i relativi indirizzi di residenza, poi, per evitare di comunicare quei nomi sotto tortura, scrisse il suo testamento e si tolse la vita. I nazisti riuscirono a trovare poco più di 200 dei 1.000 ebrei presenti nella città, permettendo così a circa 800 persone di fuggire, nascondersi o trovare altri modi per salvarsi la vita.

Un sacrificio estremo che ricorda quello di Gesù per noi.

Giovanni 12:24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto.

Gesù sta descrivendo esattamente ciò che la biologia moderna ha confermato. Il seme contiene riserve (amido, proteine, oli) che vengono distrutte chimicamente per nutrire l’embrione. Di conseguenza, il seme letteralmente si consuma, perché la vita della pianta è possibile solo perché il seme si autodistrugge. Con tale immagine Gesù sta dichiarando che la sua morte sulla croce al posto dei peccatori fu l’unico modo per offrire, a tutti coloro che si pentono dei propri peccati e si affidano a Lui, la vita eterna al posto di una sentenza di morte, ossia il perdono. Un estremo sacrificio che ha finora salvato un numero, per noi incalcolabile, di vite dal giudizio divino. Spero anche la tua.

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