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Ripiegati su noi stessi

Mentre i primi specchi in metallo lucidato risalgono al 3000 a.C., gli specchi moderni con riflessione perfetta e superficie argentata dietro una lastra di vetro, risalgono al 1835. Questo ci ricorda che, fino ad allora, non era possibile vedere perfettamente il proprio volto, mentre era più che naturale vedere perfettamente quello di tutti coloro che ci circondavano. Ovviamente, non c’è nulla di male nel poter osservare noi stessi. Ma il problema sorge quando questo diventa ossessivo, quando curare la propria immagine occupa moltissimo tempo e qualora, insoddisfatti di quanto vediamo riflesso nello specchio, ciò provochi ansia, feroci confronti con modelli irraggiungibili, frustrazione o perfino depressione a causa del nostro essere ripiegati su noi stessi.

Luca 13:10-13 Gesù stava insegnando di sabato in una sinagoga. 11 Ecco una donna, che da diciotto anni aveva uno spirito che la rendeva inferma, ed era tutta curva e assolutamente incapace di raddrizzarsi. 12 Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, tu sei liberata dalla tua infermità». 13 Pose le mani su di lei, e nello stesso momento ella fu raddrizzata e glorificava Dio.

Per la maggior parte dei medici, che hanno cercato di analizzare i sintomi descritti, la sua malattia si chiama spondylitis deformans (forma cronica di infiammazione e degenerazione della colonna vertebrale, che provoca deformazioni delle vertebre e irrigidimento progressivo della colonna) ed è molto dolorosa. Siccome quella donna era praticamente piegata in due, erano già 18 anni che le risultava impossibile sia riuscire a guardare in faccia la gente che osservare il cielo, essendo costretta a guardare continuamente il proprio ventre ed i propri piedi. Una bella immagine del nostro egoismo, in quanto il peccato ci porta ad essere ripiegati su noi stessi deformandoci spiritualmente, perdendo di vista chi ci circonda e soprattutto Dio, finendo per concentrarci esclusivamente sulle cose terrene e temporali. Una condizione dolorosa, in quanto è in grado di avvelenare ogni relazione importante. Ma Gesù è in grado di guarirci, se riconosciamo tale deformità e ci affidiamo a lui. Grazie al suo intervento, avremo la possibilità di vivere per lo scopo per cui siamo stati creati: amare il Signore con tutto il cuore, l’anima, la mente e le forse ed il prossimo come noi stessi. Una guarigione che lui mette a disposizione di chiunque lo desideri.

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