Gesù è perfettamente consapevole che i suoi discepoli avrebbero sofferto molto a causa della loro fede e della testimonianza del vangelo. Sarebbero stati odiati sia dalle guide d’Israele che dalle autorità romane. Davanti a tale prospettiva desiderava incoraggiarli, facendoli riflettere su chi avrebbero dovuto realmente temere, per non allontanarsi dalla missione affidatagli
Luca 12:4-10 Ma a voi, che siete miei amici, io dico: non temete quelli che uccidono il corpo ma, oltre a questo, non possono fare di più. 5 Io vi mostrerò chi dovete temere. Temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella geenna. Sì, vi dico, temete lui. 6 Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure non uno di essi è dimenticato davanti a Dio; 7 anzi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri. 8 Or io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio; 9 ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. 10 E chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Ad una lettura veloce, sembra che Gesù stia spostando l’attenzione dalla paura delle persone a quella del diavolo. In realtà, affermando: “non abbiate paura di coloro che vi odiano al punto di volervi morti. Temete piuttosto colui che può condannare anche la vostra anima, facendovi finire all’inferno”, sta parlando di Dio. Il timore di Dio non è terrore o paura, ma rispetto generato dall’amore verso Colui che domina l’universo, ma che allo stesso tempo è buono, misericordioso, generoso e desidera unicamente il nostro bene. Se temi Lui, non devi avere paura di nulla.
Nel discorso di Gesù viene coinvolta tutta la Trinità: il Padre ha l’autorità di condannare, il Figlio ha quella di salvare e lo Spirito Santo ha quella di parlare ai cuori delle persone per spingerle al pentimento ed alla fede nel Figlio per ottenere il perdono. Aggiunge che se Dio si prende cura dei passeri, il cui valore economico è insignificante, quanto più avrebbe gestito sovranamente ogni cosa, permettendogli non soltanto di non temere la morte, ma ogni tipo di sfida che i loro persecutori o la vita in generale gli avrebbe posto davanti.
Al contrario, non ci sarebbe stata speranza per coloro che avrebbero rinnegato il Figlio per paura, indifferenza od egoismo e bestemmiato lo Spirito Santo, ossia rifiutato ostinatamente e volontariamente di ravvedersi. Solo la condanna all’inferno; un luogo di tenebre, disperazione, dolore e solitudine a causa dell’eterna separazione da Dio. Se scegli in cuor tuo di non temere Dio ti vedrai costretto, tuo malgrado, a temere non solo la morte, ma ogni persona o circostanza minacci la tua serenità. Mi auguro tu non faccia tale errore.

