Quando stai soffrendo profondamente, difficilmente cercherai persone che riempiano i tuoi silenzi con numerose parole di conforto e speranza, ma che offrano reali dimostrazioni di affetto, vicinanza ed amore concreti. Anche Gesù fece lo stesso un giorno.
Giovanni 11:32-38 Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e l'ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». 33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 34 «Dove l'avete deposto?» Essi gli dissero: «Signore, vieni a vedere!» 35 Gesù pianse. 36 Perciò i Giudei dicevano: «Guarda come l'amava!» 37 Ma alcuni di loro dicevano: «Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?»
38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in sé stesso, andò al sepolcro.
Quando Gesù giunse a Betania, trovò Lazzaro già morto da quattro giorni. Il dolore provato da Marta e Maria e da coloro che lo amavano era palpabile e Gesù, nonostante sapesse benissimo ciò che stava per compiere, partecipò a tale dolore piangendo. Le sue lacrime sincere mostrarono, meglio di molte parole, che stava soffrendo con loro. Gesù stava vivendo una profonda tristezza che viene descritta da Giovanni, per ben due volte, un “fremito nello spirito”. Innanzitutto perché si trovò di fronte al dramma della morte, conseguenza diretta del peccato, che non solo separa gli uomini dal proprio Creatore, ma che ha il potere di separare irrimediabilmente le persone da coloro che li amano.
Ma tali sentimenti non scaturirono solo dal dolore del lutto provato da chi lo circondava, ma anche dall’incredulità di coloro che lo accusavano di non essere arrivato in tempo per guarirlo, di non aver fatto il possibile per prevenire tale dramma. La stessa incredulità che portò Adamo, per primo, a peccare contro Dio. Infine Gesù agì. Era l’unico che poteva andare oltre la partecipazione sincera al dolore vincendo la morte e resuscitando Lazzaro e lo fece.
La morte di Lazzaro fu sconfitta solo temporaneamente, perché poi morì di nuovo. Ma tale miracolo era un segno della capacità di Gesù di vincere definitivamente il peccato e la morte mediante la sua morte sulla croce e la sua resurrezione. Gesù è tutto questo. Qualcuno che non resta indifferente davanti al tuo dolore perché sente la tua tristezza, ma non si limita a soffrire con te. Se ti fidi e ti affidi a lui, agirà perdonando ogni tuo peccato. Non solo ristabilirà la relazione interrotta con Dio oggi stesso, ma ti permetterà di vincere definitivamente la morte, perché affermò:
Giovanni 11:25-26 Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?

