Un destino differente

Il termine “camminare” è spesso utilizzato come sinonimo per indicare le scelte di vita di una persona; infatti, quando affermiamo che una determinata persona deve imparare a “camminare con le proprie gambe” non intendiamo realmente dire che, fino a quel momento, si è fatto fisicamente trasportare da qualcun altro, ma che deve imparare a fare delle scelte in modo autonomo ed assumersene le conseguenze.
Genesi 5:21-24Enok visse sessantacinque anni e generò Methuselah. 22 Dopo aver generato Methuselah, Enok camminò con DIO trecento anni e generò figli e figlie. 23 Così tutto il tempo che Enok visse fu di trecentosessantacinque anni. 24 Or Enok camminò con DIO; poi non fu più trovato, perché DIO lo prese.
In questo capitolo del primo libro della Bibbia vengono nominate 10 famiglie distinte che collegano Adamo con Noè. Le 2 espressioni ricorrenti che lo caratterizzano sono: “generò figli e figlie” e “poi morì”; questo ad indicare che quanto Dio aveva affermato ad Adamo si era completamente adempiuto: sia in merito alla fecondità, con la finalità di riempire la terra con altre persone fatte a Sua immagine, sia in merito alla morte, come conseguenza della disobbedienza del nostro capostipite al proprio Creatore. Ma con la nascita di Enoc si inserisce un cambiamento rispetto alla ineluttabile sequela della morte; infatti, poiché la sua vita fu differente rispetto aquella di tutti i suoi contemporanei e predecessori, non lasciò il mondo nel loro stesso modo. Lui fu il primo a provare l’esperienza di essere trasportato vivo alla presenza di Dio senza passare dalla morte,esperienza poi condivisa unicamente dal profeta Elia fra tutta la storia dell’umanità; Dio lo fece al fine di dimostrare che Lui solo poteva vincere ciò che caratterizzava l’emblema della sconfitta dell’uomo, ossia la morte stessa.
Ebrei 11:5Per fede Enok fu trasferito in cielo perché non vedesse la morte, e non fu più trovato perché Dio lo aveva trasferito; prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio.
Tale privilegio fu conseguenza del suo stile di vita, completamente differente rispetto a quello dei suoi predecessori; infatti, “camminare” implica un’azione costante e non sporadica e comporta il progredire, il maturare, il crescere; in altre parole, significa vivere quotidianamente impostando la direzione delle proprie scelte di vita e progredendo nella trasformazione della propria personalità in virtù della fede. Pertanto, poiché non è possibile “camminare” con qualcuno se prima non si è d’accordo sulla destinazione di arrivo, possiamo essere certi che non visse come gli altri uomini, per sé stesso ed unicamente in accordo con la propria visione della vita, ma lo fece preoccupandosi di comprendere cosa Dio si aspettasse da Lui. In altre parole, era un uomo che non si limitò ad avere un rapporto superficiale con Dio, ma si riconciliò con Lui.
Camminare con Dio, ossia parlare con Lui tramite la preghiera e fare la Sua volontà mediante l’obbedienza fiduciosa, deve essere anche una nostra prerogativa, poiché essere riconciliati con Dio sulla terra significa instaurare una relazione con Lui per l’eternità.
Stai camminando con Dio? La tua vita è differente da quella di chi ti circonda?
Patrick Galasso