Difficilmente, leggendo la Bibbia, avremo fatto caso a questi dettagli. Eppure, a livello simbolico, sono molto importanti.

 

Genesi 3:24 Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.

 

Genesi 4:16 Caino si allontanò dalla presenza del SIGNORE e si stabilì nel paese di Nod, a oriente di Eden.

 

Dopo aver peccato, Adamo ed Eva si allontanarono da Eden verso est e dopo l’assassinio di Abele, Caino si allontanò da Dio andando ancora più ad est.

 

Dal lato opposto vi era l’albero della vita, che simboleggiava la comunione con Dio, il cui accesso era protetto dai cherubini.

 

Molto tempo dopo, Dio scelse Israele come suo popolo tra tutte le nazioni della Terra, per instaurare con esso una relazione profonda. Il simbolo della sua presenza all’interno del popolo era il Tabernacolo.

 

Da Esodo 27:13 comprendiamo che l’ingresso del Tabernacolo era rivolto ad est. Quindi il sommo sacerdote, per potersi recare una volta l’anno ad ovest, dove era collocata l’arca del patto, ossia lo sgabello del trono di Dio, doveva passare dalla conca di rame per la purificazione, dall’altare dei sacrifici per immolare il capro ed infine varcare la tenda che divideva il luogo santo dal santissimo, su cui erano ricamati i cherubini, spuzzando il sangue del capro sul propiziatorio, ossia il coperchio dell’arca stessa.

 

Il senso che Dio voleva trasmettere era: nessun peccatore, neppure quello animato dalle migliori intenzioni o particolarmente osservante delle mie leggi, può accedere direttamente alla mia presenza. Occorre un mediatore, occorre un sacrificio.

 

Ebrei 9:11-15 Ma venuto Cristo, sommo sacerdote dei beni futuri, egli, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d'uomo, cioè, non di questa creazione, 12 è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna. 13 Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati li santificano, in modo da procurare la purezza della carne, 14 quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì sé stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente! 15 Per questo egli è mediatore di un nuovo patto.

 

Tutta quella simbologia viene adempiuta in Cristo. Lui, in quanto sommo sacerdote perfetto, ha potuto compire questo percorso da “est ad ovest” superando ogni ostacolo, portando sé stesso in sacrificio fino al trono del Padre.

 

Come il sommo sacerdote portava sul pettorale il nome di ogni tribù di Israele, per poterla rappresentare davanti a Dio, Cristo porta in sé stesso il nome di chiunque crede in Lui direttamente alla presenza del Padre, per permettergli di rimanerci per sempre.

 

Ognuno di noi ha una sola possibilità di poter essere accettato da Dio. Essa non dipende dalle nostre opere religiose ma unicamente da Cristo. Mi auguro che anche tu ne stia beneficiando.

 

Patrick Galasso