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Matteo 6:33 “ Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.”

Luca 10:41-42 “Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta»

In questi giorni abbiamo dovuto subire all’improvviso delle restrizioni che non ci saremmo mai aspettati. Non siamo più potuti andare dove avremmo voluto, incontrare altre persone a noi care, cercare mascherine e guanti quando non ce n’erano, ecc.
Ci siamo sentiti giustamente prigionieri e limitati, ci era stata tolta la libertà, alcune cose senza le quali ci sembrava di non poter vivere ci sono state negate, sono saltate anche le nostre priorità.

I testi che abbiamo letto ci parlano di cose prioritarie come il Regno di Dio e la sua giustizia e di cose che non ci possono essere tolte. Dio regna, regna sul Covid, sui camion con le salme che vanno al crematorio, regna su tutte le situazioni e le governa.
Davanti a questa verità, a meno che siamo superficiali, emergono un mare di domande come per Giobbe. Ci sono un sacco di “sapienti” risposte ma nessuna veramente soddisfa razionalmente. Dio ci chiede: “nonostante quello che vedi, che provi sei disposto a vedere anche lì il mio governo ? Sto governando Io e non la fatalità”. Cosa rispondiamo?

Un approccio del genere è fondamentale per leggere la storia, sia quella spicciola che quella importante. Senza questa lettura c’è il nulla, la mancanza di significato; non ha senso neanche la compassione, ridotta ad un umano sentire tra esseri frutto del caso.
Essendo coscienti del governo divino siamo chiamati a vivere la Sua giustizia, allora vedremo nel dramma dell’altro la sua paura di essere umano come noi e potremo avere quella compassione realmente disinteressata che vede nel prossimo non solo un essere umano, ma un essere creato a immagine di Dio, indipendentemente che lo sappia o che voglia considerarsi tale. La priorità quindi non sta nel poter uscire per mangiare una pizza ma nel riconoscere che Dio sta governando il mondo nonostante le evidenze e che siamo chiamati a gestire le nostre relazioni con lo spirito di chi sa vedere il prossimo sofferente “come pecore senza pastore” e non assumere l’atteggiamento degli amici presuntuosi e inopportuni di Giobbe.

Abbiamo dovuto forse rivedere gli aspetti prioritari nel gestire la vita, ma abbiamo dovuto anche subire delle privazioni, ci è stato tolto qualcosa. Nel secondo testo Gesù dice ad una donna che aveva, in quel momento, scelto delle priorità sbagliate, che sarebbe forse venuto il momento che anche il servizio, nel quale era impegnata, gli sarebbe stato tolto a differenza dell’ascolto della Parola di Dio che avrebbe dato senso anche al suo servizio.

Ascoltare la Parola di Dio non vuol dire solo ascoltare una predicazione, leggere la Bibbia o delle meditazioni ma è lasciare che Dio legga noi e che ci interroghi. Leggere la Parola di Dio in modo proficuo vuol dire ascoltare quello che Dio vuole dirmi e questo nessuna pandemia può togliercelo.

Che il Signore ci dia di vivere questi momenti difficili di disciplina avendo di vista Lui e l’etica del Suo Regno, godendo di quello che ci dà e che nessuno può toglierci e che possa diventare patrimonio permanente per la nostra vita.

Angelo Gianoli

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Tsunami è un termine giapponese che serve ad indicare un'onda marina di grande altezza ed estensione. Ci furono molti tsunami nel corso dei millenni, alcuni di essi molto devastanti. Quello che ha toccato più recentemente il nostro Paese è accaduto nel Vajont, nel 1963. Il 9 ottobre, a causa di una frana caduta nel lago, un’onda di 200 mt. superò la diga e provocò oltre 1900 vittime. Quelli che invece hanno colpito e sconvolto il mondo dall’inizio del nuovo millennio si sono registrati in Giappone nel 2011 e nell'oceano indiano nel 2004, che provocò il maggior numero di vittime di tutta la storia (circa 230mila). Ciò nonostante, non fu quello più sorprendente. La potenza massima esercitata da un’onda marina si manifestò la notte del 9 luglio 1958 in Alaska. In quella notte si scatenò un violento terremoto che staccò 31 milioni di metri cubi di roccia e li fece precipitare, da un’altezza di circa 900 metri, giù nel mare. L’impatto devastante generò un’onda alta più di mezzo chilometro, che spazzò via milioni di alberi anche ad altitudini di 524 metri sul livello del mare. Per grazia divina, distrusse soltanto 3 pescherecci ed uccise solo 2 persone. Tuttavia l’impatto devastante di tale onda spazzò completamente un pezzo di costa sulla sponda nord-orientale del Golfo dell’Alaska, lunga circa 11 chilometri e larga circa 3 chilometri.

Che potenza sorprendente, che forza spaventosa, incontrollabile. L’incapacità umana di gestire un simile evento mostra tutta la nostra fragilità. Eppure noi conosciamo chi è in grado di controllare anche una potenza di quel genere in ogni suo minimo dettaglio.

I salmi da 93 a 100, fatta eccezione per il 94, hanno come finalità quella di esaltare la sovranità di Dio sul mondo e spingere il suo popolo ad una adorazione consapevole e profondamente motivata. Quello di oggi è un salmo che può essere letto molto velocemente, spesso però senza che produca lo stupore, la gratitudine, la lode e l’adorazione che dovrebbe invece generare. Al contrario, vedremo che ha la finalità di portare l’adoratore a considerare il regno eterno ed universale di Dio, riconoscendolo sia in qualità di Creatore che di Signore assoluto di quanto, nella sua infinita sapienza e bontà, ha desiderato portare all’esistenza.
Inoltre, facendo eco al salmo 19 del re Davide ed anticipando quanto l’apostolo Paolo dichiarerà nel 1° capitolo della lettera ai Romani, mostrerà che il creato porta la firma del Creatore e parla alla coscienza delle creature. Tale messaggio deve essere considerato una parte introduttiva rispetto a quanto poi Dio stesso ha rivelato di sé mediante la Scrittura.

Questo salmo è inoltre da considerarsi come una preghiera che viene rivolta direttamente a Dio, in tono sì reverenziale, ma totalmente privo di paura. Questo si evincerà dal vr. 2 in avanti. I caratteri divini che il salmista evidenzia nella sua preghiera sono la maestà, la potenza, la sovranità, l’eternità e la santità. Se dovessimo riassumerlo in una frase, sarebbe: Dio, dall’eternità passata a quella futura, mostra con potenza e purezza la Sua assoluta sovranità su tutto il creato. Il salmista rimane anonimo, ma mediante questo salmo, con i suoi 5 versetti, sottolineerà 2 dimostrazioni dell’autorità assoluta del Signore: sia sul mondo materiale (2-4) che su ogni verità spirituale (5)

Salmo 93:1 Il SIGNORE regna; egli s'è rivestito di maestà; il SIGNORE s'è rivestito, s'è cinto di forza; il mondo quindi è stabile, e non sarà scosso.

Il primo versetto è un preambolo a quanto il salmista dirà in quelli successivi. In esso non ha ancora iniziato a dialogare con Dio, non ha ancora iniziato ad elevare a Lui la propria preghiera di adorazione. Egli afferma, senza mezzi termini, che Dio regna. Egli regna con maestà regale, con grande potenza e senza che vi possano essere dei potenziali rivali.
Tale esclamazione fa riferimento al regno universale del Signore sulla Terra da sempre. Dal primo momento in cui ha iniziato a plasmarla, mentre era ancora informe e vuota, fino a quando la distruggerà per dare vita a qualcosa di completamente nuovo. Il salmista ci ricorda che il mondo è stabile. È saldo ed è così dall’inizio perché il trono di Dio è stato stabilito nell’eternità passata.
La nostra sicurezza proviene dal fatto che Dio non sarà mai detronizzato, nessuna forza umana o spirituale potrà mai sminuire la Sua autorità. Non lo potrà fare alcun evento naturale, non lo potranno fare i regni umani e neppure le numerosissime schiere di angeli a Lui ribelli. Neppure Satana in persona potrà mai cambiare un solo dettaglio di quanto Dio abbia determinato che debba accadere. Pertanto, questo regno resterà stabile per sempre.

1° – La sovranità sul mondo materiale

Salmo 93:2 Il tuo trono è saldo dai tempi antichi, tu esisti dall'eternità.

Il fatto che Dio regni è una realtà. Il salmista ne era consapevole e desiderava iniziare questo dialogo, questa preghiera con Dio sottolineando la differenza sostanziale tra lui ed il suo Creatore. Lui viveva le circostanze, l’evolversi del tempo mentre Dio è eterno ed ha il controllo assoluto su ogni dettaglio del regno a Lui sottoposto, da sempre.
La consapevolezza del salmista deve essere anche la nostra. Anche se oggi io e te stiamo affrontando situazioni difficili, riflettendo su chi Dio è e sull’infinito privilegio che abbiamo di poter avere una relazione con Lui, dobbiamo godere di una sicurezza e di una serenità assoluta. Possiamo realizzare delle condizioni invidiabili ed allo stesso tempo incomprensibili per chiunque non possieda una simile relazione con Dio.

Salmo 93:3-4 I fiumi hanno alzato, o SIGNORE, i fiumi hanno alzato la loro voce; i fiumi elevano il loro fragore. 4 Più delle voci delle grandi, delle potenti acque, più dei flutti del mare, il SIGNORE è potente nei luoghi altissimi.

I fiumi ed il mare sono un esempio di forza impetuosa presente nel mondo materiale. Sappiamo che un grande incendio, nonostante la sua forza devastante, si può domare. È impossibile tuttavia riuscire a bloccare un fiume quando straripa od uno tsunami che inonda la terra. Lo scopo del salmista era pertanto descrivere delle grandi forze per poi metterle a confronto con una potenza ancora più devastante, quella di Colui che le aveva create.
Ciò che l’uomo non può immaginare di poter controllare è da sempre sotto il controllo divino. Potendo dominare ciò che per sua natura è indomabile Dio mostra, senza dubbio alcuno, di possedere una potenza superiore, a livello spirituale, a qualsiasi cosa l’uomo possa mai comprendere, concepire od anche soltanto immaginare.

2° – La sovranità su ogni verità spirituale

Salmo 93:5 I tuoi statuti sono perfettamente stabili; la santità s'addice alla tua casa, o SIGNORE, per sempre.

Così come nulla è in grado di oltrepassare la potenza del Signore nel creare e rendere stabile il mondo materiale nel quale viviamo, allo stesso modo nulla oltrepassa la stabilità e la valenza spirituale delle parole da Lui pronunciate. Ogni affermazione, ogni comando, ogni condanna, ogni promessa che sia formulata nella Sua mente eterna e poi pronunciata mediante al Sua bocca è stabile, è vera, è immutabile, è incrollabile. Ogni Sua parola è sempre veritiera, pura e degna di massima fiducia da coloro che la ascoltano. Anzi, essa è ancora più stabile del mondo stesso, perché se è vero che il mondo che ci circonda manifesta una stabilità determinata da una lontana fine, la Sua parola è stabile in eterno. Gesù stesso affermò: Marco 13:31 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Con quale autorità poté fare una simile affermazione?
Poiché abbiamo il privilegio di possedere una rivelazione completa, noi sappiamo che il regno eterno ed universale di Dio è totalmente amministrato dal Figlio.

Colossesi 1:13-20 Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. 14 In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. 15 Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; 16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. 18 Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. 19 Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza 20 e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.

Ogni cosa è stata creata attraverso Cristo ed è Lui a sostenere ogni cosa, perciò ha preminenza su tutto. Gesù ha la massima autorità non solo sulla vita ma anche sulla morte, Egli può condannare e può redimere. Quindi, Colui che ha creato l’universo è altresì in grado di donare a noi tutti la redenzione. Ciò che le persone in generale credono riguardo a Cristo non cambia il fatto che Gesù abbia il completo controllo su tutto.
Tuttavia, così come l’incredulità dell’uomo comune offende Dio, anche il nostro ateismo pratico travestito mediante la nostra teologia impeccabile lo offende. Infatti a parole sappiamo benissimo che Gesù è il Signore, ossia il padrone assoluto di tutto ciò che è visibile e invisibile, ma a fatti siamo spesso dubbiosi. La nostra mancanza di fede è, senza dubbio, un tradimento nei Suoi confronti. Ogni qual volta riteniamo che le persone abbiano il controllo delle nostre vite e del nostro destino, stiamo sminuendo la gloria di Dio. Quando mettiamo in discussione la sapienza di Dio nelle nostre circostanze, stiamo ancora una volta sminuendo la Sua gloria. Gesù è potente e continua a regnare anche durante questa pandemia. Non c’è evento che sfugga alla sua vista o su cui non abbia sufficiente controllo. Non c’è azione dell’uomo che Dio non possa fermare. I miracoli di Gesù hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, il suo potere sulla natura, sulle persone, sui demoni, sulle malattie e perfino sopra la morte. Gesù non reagisce agli eventi controllandoli dopo che avvengono, ma è colui che li decreta. Gesù è la persona mediante il quale Dio Padre ha offerto a noi tutti liberazione e redenzione dal peccato. Il costo della nostra riconciliazione con Dio è stato la morte sulla croce del nostro Salvatore Gesù Cristo. Riusciamo a comprendere la grandezza dell’offesa che i nostri peccati e le nostre reazioni nei confronti di Dio hanno generato?

Quali sono le verità che dovranno, grazie a questo salmo, avere un impatto nella nostra vita?

Innanzitutto il desiderio di pentirci per tutte le volte in cui abbiamo coltivato la nostra mancanza di fiducia in Dio. Infatti, quando meditiamo su questo salmo un’incredibile fiducia dovrebbe fortificarci ed i nostri timori più profondi dovrebbero svanire, sapendo con certezza chi controlla la nostra vita. Una persona che ha fiducia nella sovranità divina non temerà il futuro. Davanti alle circostanze della vita non si arrabbierà, non si lamenterà, non si ribellerà, non sarà depresso considerandosi una vittima.

Poi i nostri sentimenti di amarezza, ira, delusione per gli eventi che accadono nella nostra vita dovrebbero trasformarsi in una dolce dipendenza da Dio, perché avremo compreso che il nostro desiderio di ottenere quelli che crediamo siano nostri diritti dovrebbe arrendersi ad una sottomissione gioiosa.
Il malcontento alimenta la nostra concupiscenza peccaminosa e questa, se incontrollata, produrrà altro peccato. Il peccato porterà sempre delle conseguenze nelle nostre vite.

Infine, poiché la santità si addice a Colui nel quale confidiamo, dovremmo essere sospinti da un desiderio di purezza, di umiltà e di riconoscenza, consapevoli che potremo sempre confessare i nostri peccati e che saremo sempre perdonati in Cristo. Perché quelli che conoscono personalmente Gesù Cristo riconosceranno la Sua santità come un modello e saranno motivati a vivere delle vite sante.

Se seguiremo quanto lo Spirito Santo vorrà mostrarci tramite questo breve salmo, non avremo unicamente parole di lode per il nostro Dio, ma la nostra stessa vita diverrà un canto di lode a Lui.

Patrick Galasso

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