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Dio Si interessa alle difficoltà che ogni persona si trova ad affrontare? Ha davvero il controllo su ogni cosa che accade nell’universo visibile e invisibile? Per noi è complesso far collimare l’idea di un Dio sovrano e nel contempo buono ed amorevole perché, secondo la nostra logica, se è buono e ci vede soffrire allora è impotente davanti al dolore, mentre se può agire e non lo fa è crudele. Non può possedere entrambi i caratteri insieme. Le due cose, ai nostri occhi, non possono coesistere.

Siamo Uomini che soffrono nelle mani di un Dio sovrano e ci siamo finora posti 3 domande davanti al dolore:
La sovranità di Dio è veramente assoluta? Si. Ha il controllo illimitato su ogni minimo dettaglio delle nostre esistenze.
Come gestisce la sua sovranità?
I° Mediante una saggezza infinita … perché Lui non spera mai di aver fatto la scelta giusta, sa già di averla compiuta.
II° In modo profondamente amorevole … perché se Dio ci ha amato quando eravamo lontani da Lui, ancor più ci amerà ora che siamo stati riconciliati con Lui “in Cristo”.
Posso realmente fidarmi di Lui? Si. Anche se non capisco e spesso non condivido ciò che sta permettendo nella mia vita, Lui sa cosa sta facendo. Dio capisce il mio dolore, mi ama veramente e posso essere certo che utilizzerà la sua sovranità con bontà nei miei confronti.

Oggi ci porremo queste nuove domande:
Su cosa si estende il Suo dominio? I° Sulla natura / II° Sui cuori delle persone
L’uomo resta ugualmente responsabile davanti a Lui?

Dio è sovrano sulla natura

Romani 8:20-22 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l'ha sottoposta, 21 nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio

Il libro della Genesi insegna che il peccato non ha avuto unicamente conseguenze spirituali sull’essere umano, ma anche materiali. Inoltre, a causa sua, il creato stesso è stato sottoposto a maledizione da Dio. Infatti, in questo contesto il termine “creazione” si rifà a tutto ciò che esiste nell’universo fisico, fatta eccezione per l’essere umano. Tale maledizione è legata alla “vanità”, ossia l’incapacità del creato stesso di vivere in armonia con il proprio Creatore e con tutte le creature collocate in esso. Comporta l’impossibilità di adempiere il proprio scopo originale per via della “corruzione”, ossia un lento ma inesorabile decadimento. Tuttavia, nonostante tale maledizione, Dio continua ad esercitare su esso il pieno controllo.

Geremia 14:22 Fra gli idoli vani delle genti, ve ne sono forse di quelli che possano far piovere? o è forse il cielo che dà gli acquazzoni? Non sei tu, SIGNORE, tu, il nostro Dio? Perciò noi speriamo in te, poiché tu hai fatto tutte queste cose.

Dio non ha unicamente creato il mondo nel quale viviamo per poi, dopo averlo maledetto, abbandonarlo a sé stesso. Egli continua a governarlo e controllarlo nel dettaglio.

Matteo 5:45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Gesù in persona sottolineò che credenti ed atei beneficiano entrambi della provvidenza divina, indiscriminatamente, ogni santo giorno. L’amore universale di Dio per la creatura è teologicamente definito la “grazia comune” ed è una quotidiana manifestazione di benevolenza divina.

Isaia 45:7 Io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l'avversità; io, il SIGNORE, sono colui che fa tutte queste cose.
Giobbe 37:3, 6, 10-13 Egli lo lancia sotto tutti i cieli e il suo lampo guizza fino alle estremità della terra. 6 Dice alla neve: "Cadi sulla terra!" Lo dice alla pioggia, alla pioggia torrenziale. 10 Al soffio di Dio si forma il ghiaccio e si contrae la distesa delle acque. 11 Egli carica pure le nubi di umidità, disperde lontano le nuvole che portano i suoi lampi 12 ed esse, da lui guidate, vagano nei loro giri per eseguire i suoi comandi sopra la faccia di tutta la terra; 13 e le manda come flagello, oppure come beneficio alla sua terra, o come prova della sua bontà.

Oggi sappiamo benissimo quali siano i fattori che provocano un fulmine o creino la grandine, ciò nonostante Dio resta Colui che ha creato le leggi della natura e che le influenza sovranamente affinché, in ogni istante, operino in base a quanto Lui ha decretato.
L’uragano devastante, la terribile siccità, l’alluvione o la pioggerella primaverile che permette al raccolto di ricevere la giusta irrigazione rientrano nel settore della “provvidenza divina”. Ciò comporta che dietro ogni disastro naturale vi sia un Suo disegno. Non sappiamo e forse non comprenderemo mai lo scopo che si cela dietro ogni devastazione. Fatto sta che Dio ha un progetto specifico per ogni persona coinvolta direttamente ed indirettamente e che l’evento concorre a tale scopo in modo armonioso. Quanto detto è valido per tutti, siano essi credenti che non credenti.

Esodo 4:11 Il SIGNORE gli disse: «Chi ha fatto la bocca dell'uomo? Chi rende muto o sordo o veggente o cieco? Non sono io, il SIGNORE?

All’interno del settore legato alla natura vi sono anche le malattie e le infermità. Anche se siamo perfettamente consapevoli che dietro le malattie vi siano virus, batteri o difetti genetici, dietro ancora si cela il disegno divino che si sta sovranamente compiendo.
Dio stesso si assume tale responsabilità, senza repliche ne bisogno di avvocati. Eppure, essendo infinitamente saggio ed amorevole ha sempre un progetto benevolo.

1 Samuele 1:5 ma ad Anna diede una parte doppia, perché amava Anna, benché il SIGNORE l'avesse fatta sterile.

La sterilità di Anna rientrava nel piano della “divina provvidenza”. Dopo un lungo periodo emotivamente e “socialmente” doloroso, a causa del fatto che non avere figli, in quel contesto storico, corrispondeva al venir meno al proprio contributo sociale, le donò un figlio che divenne l’ultimo giudice d’Israele ed altri 5 ancora dopo di lui.

Giovanni 9:1-3 Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. 2 I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» 3 Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.

L’insegnamento rabbinico secondo cui la sofferenza causata da una malattia era sempre la conseguenza del peccato, nel caso in questione dei genitori oppure del bambino mentre era nel ventre materno, era completamente errato. Tuttavia, anche se Gesù confutò l’idea secondo cui benessere corrisponda a benedizione e malattia a maledizione, evidenziò con forza anche che nessuna malattia capita “per caso o per sfortuna”. Dietro ogni cosa vi è un progetto affinché Dio sia glorificato e nel caso in questione affinché il cieco ne avesse un beneficio infinitamente maggiore, ossia la guarigione fisica che lo avrebbe condotto verso quella spirituale.

Che questo ci consoli, c’è sempre uno scopo amorevole dietro il dolore che Dio permette nella nostra vita. Ciò comporterà rigettare la rassegnazione. Uno spirito rassegnato sa che non ha alternative rispetto ad accettare tale condizione, ma non coltiverà nel cuore fiducia e riconoscenza. Uno spirito fiducioso saprà invece credere che tale condizione sia la migliore per noi, pensata e voluta da un Dio sovrano e buono, anche se al momento tale scopo ci sfugge completamente.

Dio è sovrano sui cuori delle persone

Giacomo 4:13-15 E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo»; 14 mentre non sapete quel che succederà domani! Che cos'è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce. 15 Dovreste dire invece: «Se Dio vuole, saremo in vita e (se Dio vuole) faremo questo o quest'altro».

L’obiettivo di Giacomo era chiaramente contrastare l’ateismo pratico dei credenti di ieri e di oggi. Essi, pur essendo a conoscenza dell’esistenza del Signore, pianificano la propria vita come se ne avessero il pieno controllo. Occorre invece ricordare che siamo un “vapore”, temporanei come la condensa del fiato che appare per qualche istante in un mattino freddo. Ma la vastità delle implicazioni di questi 3 versetti è molto più grande di questo. Che sia Dio alla fine a decidere quanto durerà la nostra vita è abbastanza semplice da capire, ma la sua sovranità supera tale confine proprio come i nostri limiti superano spesso la nostra comprensione. Infatti, la possibilità di trafficare e guadagnare non era unicamente legata alla possibilità di esistere, ma anche alle scelte che avrebbero fatto tutte le altre persone coinvolte in questo scambio commerciale, dai governanti fino agli acquirenti.

Il concetto “volere è potere” è più pagano che cristiano. Ciascuno di noi vive una vita completamente condizionata dalle vite altrui. Questa verità è risaputa sia a livello conscio che inconscio. Infatti è perfettamente normale che, dovendoci confrontare con la crudeltà o, in questo periodo storico particolare, con la negligenza delle persone che ci circondano, i nostri sentimenti manifestino spesso paura od ansia. Ma non solo quello. Sopra di noi abbiamo delle autorità come i nostri governanti, i magistrati, le forze dell’ordine, i professori, i datori di lavoro ed ogni loro decisione può influenzare radicalmente il percorso della nostra vita mediante una legge od un decreto più o meno giusto, un voto più o meno alto, un licenziamento od una promozione. Nonostante il nostro impegno ed il nostro comportamento siano ovviamente importanti, abbiamo la consapevolezza che il nostro futuro dipenderà molto dalla loro saggezza a livello generale e dal loro favore o dalla loro disapprovazione a livello personale. Ma Dio è in grado di operare nel loro cuore, in modo tale da condizionarlo allo scopo di farci del bene e glorificare la Sua persona? In caso affermativo, in che modo il controllo divino è in grado di intervenire nella volontà di tali persone? L’Eterno è in grado di agire nel cuore umano affinché, senza violentarne la personalità, ossia mediante scelte libere e volontarie, contribuisca a compiere il disegno che Ha pensato per ciascuno di noi prima ancora che il mondo fosse formato.

Proverbi 21:1 Il cuore del re, nella mano del SIGNORE, è come un corso d'acqua; egli lo dirige dovunque gli piace.

Il re rappresenta l’autorità umana più alta. Dio influenza le scelte delle persone più potenti della Terra nel medesimo modo in cui un contadino devia un corso d’acqua per fargli irrigare una specifica zona di terreno, affinché produca il frutto che a lui interessa.

Isaia 44:28 Io dico di Ciro: "Egli è il mio pastore; egli adempirà tutta la mia volontà, dicendo a Gerusalemme: 'Sarai ricostruita!' e al tempio: 'Le tue fondamenta saranno gettate!'"
Esdra 1:1 Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché si adempisse la parola del SIGNORE pronunciata per bocca di Geremia, il SIGNORE destò lo spirito di Ciro, re di Persia

Giuseppe Flavio, lo storico romano del I° secolo, affermò nel suo libro “Antichità Giudaiche” che un giorno il profeta Daniele, nonché consigliere del re, lesse la profezia di Isaia, scritta circa 150 anni prima, a Ciro. Il re fu colpito a tal punto da emettere subito l’editto che permetteva agli israeliti di tornare in Patria e ricostruire il Tempio di Gerusalemme.

Daniele 1:9 Dio fece trovare a Daniele grazia e compassione presso il capo degli eunuchi.
Genesi 39:21-23 E il SIGNORE fu con Giuseppe, gli mostrò il suo favore e gli fece trovare grazia agli occhi del governatore della prigione. 22 Così il governatore della prigione affidò alla sorveglianza di Giuseppe tutti i detenuti che erano nel carcere; e nulla si faceva senza di lui. 23 Il governatore della prigione non rivedeva niente di quello che era affidato a lui, perché il SIGNORE era con lui, e il SIGNORE faceva prosperare tutto quello che egli intraprendeva.

Gli esempi biblici, in tal senso, sono tantissimi. Non solo a favore del popolo in senso positivo, ma anche per impedire che la malvagità li colpisca al di fuori del piano divino.

Luca 4:28-30 Udendo queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni d'ira. 29 Si alzarono, lo cacciarono fuori dalla città, e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale era costruita la loro città, per precipitarlo giù. 30 Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

Le parole di Gesù, nella sinagoga di Nazareth, suscitarono l’ira di tutti gli uditori. Come avrebbe potuto un uomo, circondato da persone cariche d’odio, sfuggire a tale folla in tumulto? Ovviamente in modo sovrannaturale. Una simile morte sarebbe stata prematura. Pertanto Gesù riuscì a domare i loro cuori al punto che furono persuasi a lasciarlo andare.

Giovanni 18:7-9 Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno». 8 Gesù rispose: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi». 9 E ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detta: «Di quelli che tu mi hai dati, non ne ho perduto nessuno». 10 Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la prese e colpì il servo del sommo sacerdote, recidendogli l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.

Il momento dell’arresto di Gesù era giunto, centinaia di soldati romani e guardie giudaiche erano pronte a reagire ad una eventuale reazione violenta da parte dei suoi discepoli.
Pietro, convinto che il regno si stesse per manifestare e certo dell’autorità di Colui che resuscitava i morti, camminava sulle acque, guariva i malati e cacciava i demoni, fu pronto a sfidare le centinaia di soldati che si trovava davanti. Con determinazione recise l’orecchio del servo della persona più autorevole in Israele. Se ci fossimo trovati in una situazione normale sarebbe stato arrestato, processato e condannato a morte anche lui per insurrezione. Ma così non accadde, perché il comando di Gesù agì nel cuore delle guardie.

Dio pertanto è in grado di spingere le persone a farci del bene oppure a trattenerle nel farci del male, facendo in modo che sia una loro libera scelta. Ma non sempre impedisce che agiscano in modo malvagio. Dio, nonostante sia in grado di guidare il cuore dei capi di stato, non impedisce i loro abusi di potere, la loro corruzione ed il fatto che a volte siano proprio loro a causare la persecuzione nei confronti di molti nostri fratelli in varie aree del mondo. Infatti, nella sua infinita saggezza e bontà, ha previsto che anche la sofferenza causata dai malvagi risulti a sua gloria e per il bene di coloro che Lui vuole benedire.

Genesi 50:20 Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso.

La storia di Giuseppe lo dimostra chiaramente. Per renderlo autorevole e salvare l’Egitto e la discendenza di Giacobbe, utilizzò la crudeltà dei suoi fratelli e della moglie di Potifar.

Lui ha il controllo assoluto su ogni dettaglio che riguarda la tua vita, pertanto non permetterà mai alcuna azione che non sia in piena armonia con il suo disegno sovrano. Dio è in grado di farti trovare il favore delle persone che ti faranno del bene. Inoltre, nessuno mai potrà farti soffrire se ciò non concorrerà, alla fine del percorso, al tuo bene. Questa verità deve spingerti sia all’adorazione che alla fiducia completa.

L’uomo resta ugualmente responsabile davanti a Lui?

Isaia 55:8-9 «Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il SIGNORE. 9 «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.

Così come la distanza tra cielo e terra era incalcolabile per gli israeliti, allo stesso modo Dio è molto più grande di quanto noi saremo mai in grado di comprendere. Siamo esseri finiti che si confrontano con un essere infinito. Pertanto, la nostra mente non è in grado di accettare in modo logico il fatto che, nonostante Dio agisca nel cuore dell’uomo come ritenga meglio, tale cuore rimarrà responsabile delle proprie scelte personali. Quando ci confrontiamo con una persona come noi, realizziamo che non potremo mai spingerla a cambiare personalità. Possiamo forse influenzarla psicologicamente e plagiarla, ma non avremo realmente ottenuto da lei delle scelte libere eppur completamente in armonia con le nostre. Quando agisce su nostra costrizione è un po’ meno sé stessa ed un po’ più noi, la stiamo rendendo un burattino. Ma Dio è in grado di compiere fedelmente il suo progetto pur lasciando che la persona agisca esattamente come vorrebbe. Per tale motivo resta spiritualmente e moralmente pienamente responsabile delle proprie scelte, sia nel bene che nel male. Quanto detto non riguarda solo coloro che ci circondano, ma ovviamente anche noi.

2 corinzi 8:16-17 Ringraziato sia Dio che ha messo in cuore a Tito lo stesso zelo per voi; 17 infatti Tito non solo ha accettato la nostra esortazione, ma mosso da zelo anche maggiore si è spontaneamente messo in cammino per venire da voi.

Il contesto è legato alla colletta che le chiese gentili stavano facendo per i credenti di Gerusalemme. Tito aveva invitato i corinzi a partecipare a tale colletta con un anno di anticipo. Ora era necessario che qualcuno tornasse a Corinto per raccogliere l’offerta e consegnare loro la lettera apostolica. Anche se fu Dio a mettere nel cuore di quel ragazzo il medesimo amore per i credenti di origine giudaica e gentile, la passione di Tito per quei fratelli era il risultato del suo entusiasmo e convinzione personale.

Matteo 6:13 e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.
Giacomo 1:13-14 Nessuno, quand'è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno; 14 invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce.

Perfino quando il piano divino passa attraverso il peccato di qualcuno, la responsabilità di tale scelta non è imputabile a Dio ma a chi lo ha effettivamente compiuto. Il termine greco utilizzato per “tentazione” è lo stesso usato per le “prove”. Ogni circostanza che Dio permette sarà una prova fin tanto che in nostro cuore non cederà, rendendola una tentazione. La “concupiscenza” è il pressante stimolo, spesso alimentato dal Diavolo, ad appagare un nostro desiderio, di qualsiasi cosa si tratti. A causa del fatto che ciascuno è differente da un altro, ognuno è sedotto dalle “proprie” concupiscenze influenzate dal proprio carattere, dall’educazione, dalle amicizie, dal contesto culturale. Dio non è mai l’autore del male, anche se lo permette e lo utilizza affinché concorra ai suoi propositi eterni.

Salmo 127:1 Se il SIGNORE non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori; se il SIGNORE non protegge la città, invano vegliano le guardie.

Il passo include sforzi offensivi e difensivi, costruttivi e protettivi che partono dalla sovranità divina e finiscono nella responsabilità umana. È lui che non solo benedice i costruttori o le guardie, ma che proprio costruisce e protegge. Tuttavia, lo farà servendosi dei costruttori e delle guardie che fisicamente adempiranno a tale ruolo. Anche il contadino dovrà personalmente dissodare il terreno, seminarlo e curare le piantine affinché producano frutto. Lo farà mediante la forza, la saggezza e l’esperienza che Dio gli ha messo a disposizione. Questa sarà la sua parte. Tuttavia dipenderà da Dio anche per tutto ciò che non sarà in grado di controllare come la sua salute, il sole, la pioggia, la neve, il gelo, i parassiti, gli insetti affinché ciò che lui sta curando arrivi a maturazione.

Spesso Dio usa gli uomini per fare del bene ad altri uomini, ciò comporta che credere nella sovranità divina non ci esimerà dal farci carico delle nostre responsabilità, ossia utilizzare i nostri carismi, talenti e beni materiali per comprendere le circostanze nelle quali ci troviamo e concorrere così all’avanzamento del Suo regno e ad alleviare le sofferenze altrui. Il fatto stesso che i credenti preghino dimostra l’accettazione inconsapevole della sua sovranità e della nostra responsabilità. Se non avessimo la garanzia che Egli fosse in grado di intervenire, le nostre richieste sarebbero delle semplici “speranze tra le altre speranze”. Tuttavia, se non realizzassimo l’importanza di chiedere, lasceremmo semplicemente che il piano di Dio si manifestasse autonomamente. Occorre pertanto fondere la consapevolezza della sovranità divina con la certezza che le nostre preghiere concorrano al proposito divino per noi.

Matteo 7:7-8 «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; 8 perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa.
Filemone 22 Al tempo stesso preparami un alloggio, perché spero, grazie alle vostre preghiere, di esservi restituito.
1 Giovanni 5:14-15 Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste.

Dio è pronto a donare generosamente a coloro che avranno avuto la fede di chiedere. Pertanto la consapevolezza che Lui farà tutto ciò che ha determinato, in quanto sovrano, ci deve spingere a chiedere con la massima fiducia che Egli esaudirà qualsiasi richiesta che rientri nei suoi propositi, non ciò che pretendiamo che Lui faccia per noi. Ciò ci aiuterà a chiedere, durante la sofferenza, la guarigione come la forza di resistere, la liberazione da chi ci opprime come la capacità di perdonare e di non vendicarci. Ovviamente, questo non escluderà la nostra responsabilità personale ad agire attivamente, affinché ciò che chiediamo si avveri.

Siamo Uomini che soffrono nelle mani di un Dio sovrano e ci siamo posti queste nuove domande: Su cosa si estende il Suo dominio?
I° Sulla natura … perché, nonostante il mondo si trovi sotto maledizione, non lo ha abbandonato a sé stesso. Dio continua a governarlo e controllarlo nel minimo dettaglio.
II° Sui cuori delle persone … perché è in grado, senza violentarne la personalità, di far compiere scelte libere e volontarie che contribuiscano al compimento del disegno divino.
L’uomo resta ugualmente responsabile davanti a Lui?
Si. Dio è in grado di compiere il suo progetto lasciando che ogni persona agisca esattamente come vorrebbe, rimanendo spiritualmente e moralmente responsabile delle proprie scelte.
Chi ti farà soffrire sarà responsabile di tale azione, allo stesso modo di come tu lo sarai per il modo in cui gestirai tale sofferenza mediante il perdono od il rancore, i compromessi o la fede, la rassegnazione o l’amore.

Patrick Galasso