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In Italia non siamo molto familiari con gli uragani, ma altri Stati non possono affermare altrettanto. È sconvolgente vedere la forza in azione di un simile evento meteorologico e mi fa profondamente riflettere il vedere come le persone di quella nazione, allertate dai vari servizi meteo, si preparino proteggendo finestre e preparando scorte alimentari mentre il cielo è ancora blu ed intorno regni ancora la calma. Uno degli aspetti della saggezza è sicuramente dato dalla capacità di prevedere un potenziale pericolo e prepararsi adeguatamente prima del tempo, prima che sia troppo tardi. Quanto affermato in ambito meteorologico è ovviamente valido anche per quanto riguarda la pandemia che sta sconvolgendo il nostro pianeta. Ritengo personalmente poco saggio che in molti Stati europei e di altri continenti non ci si prepari adeguatamente per poter affrontare quanto ha già drammaticamente colpito altre nazioni. Come le precauzioni o le restrizioni attuate da Stati come il nostro vengano ancora viste come eccessive.

Queste considerazioni mi spingono a formulare una ulteriore riflessione, a concentrarmi su un ulteriore atteggiamento che ritengo profondamente superficiale. Vi è infatti un “agente patogeno” molto più antico del coronavirus, molto più diffuso e molto più letale, in grado di contagiare ogni uomo, donna e bambino vissuto nel passato, che sta vivendo ora e che vivrà dopo di noi. Se il Covid-19 è in grado di attaccare il nostro corpo, indebolirlo e perfino ucciderlo, esiste qualcos’altro in grado di attaccare non solo il corpo, ma anche l’anima e lo spirito: il peccato. La scienza umana ha apportato indubbiamente ed innegabilmente moltissimi benefici all’umanità. Probabilmente, speriamo a breve, riuscirà anche a trovare un vaccino in grado di neutralizzare gli effetti di questo nuovo coronavirus. Ma per poter risolvere il problema del peccato l’unico “antidoto” di cui siamo stati forniti è e rimane unicamente il Vangelo. Tale termine significa “buona notizia” ed il cristianesimo ha il compito di diffondere la migliore notizia mai annunciata all’umanità. Essa non riguarda qualcosa che noi dobbiamo fare per poter ottenere i benefici di tale guarigione ma che possiamo unicamente ricevere. Il vangelo afferma che Dio è venuto in terra per compiere qualcosa di definitivo, per guarire uomini e donne dal problema del peccato offrendo la propria vita in sacrificio al posto della loro. Il messaggio della Pasqua è la dichiarazione che la morte di Gesù in croce e la sua resurrezione hanno soddisfatto le richieste divine di giustizia, potendoci così offrire definitivamente il perdono.

Ma tutto questo ormai non ci sorprende più. Fin dalla nascita siamo abituati a vedere simboli che ci narrano questa storia: crocifissi appesi alle aule di scuola e nelle chiese, liturgie religiose che anno dopo anno ripresentano la via crucis, tradizioni familiari e culturali di una nazione che più o meno volontariamente definisce sé stessa cristiana. Ma vi è qualcosa che sfugge comunque alla maggioranza. Qualcosa che i più non riescono a comprendere, ad afferrare. Non è facile cogliere la “buona notizia” legata alla Pasqua perché siamo stati abituati a pensare alle persone come generalmente accettabili, a parte qualche pessima eccezione, ed a Dio come incline a perdonarle, accoglierle, stringerle in un abbraccio collettivo a patto che seguano qualche regola religiosa e che, di tanto in tanto, manifestino qualche senso di colpa e facciano qualcosa per il bene del prossimo. Pertanto, se vogliamo capire perché questa “notizia” sia così “buona” e speciale rispetto a tutte le altre e perché fosse necessario che Gesù Cristo soffrisse e morisse al posto nostro, occorre far maggiormente luce sul carattere di Dio e sulla nostra reale condizione di esseri umani.

1° - Il carattere di Dio

1 Giovanni 4:8 Dio è amore.
È un Suo attributo, la Sua natura, la Sua essenza.

Isaia 6:3 Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti!
Per Sua natura è anche perfettamente puro e separato da ogni tipo di corruzione morale, presente nel creato e nelle creature.

Salmo 11:7 il SIGNORE è giusto; egli ama la giustizia.
La Sua eccellenza morale è perfetta.

Ecclesiaste 12:16 Dio farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male. Ebrei 4:13 E non v'è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto.
Nonostante sia amore, Dio giudicherà l’umanità secondo i più alti e rigidi canoni di purezza e giustizia possibili.

2° - Il carattere dell’essere umano

Ecclesiaste 7:29 Dio ha fatto l'uomo retto, ma gli uomini hanno cercato molti sotterfugi.
Matteo 15:19 Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.

Tutti noi per natura siamo moralmente contaminati, corrotti ed inclini al male. Se valutiamo con onestà i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni non possiamo che riconoscerlo. Possiamo anche illuderci di essere, in fin dei conti, delle brave persone. Certo, confrontandoci con gli altri troveremo sempre chi è peggiore di noi per poterci consolare e sentirci migliori. Tuttavia è Dio che valuterà la mie a la tua vita e per di più mediante i Suoi parametri e non i nostri. Non si baserà sul nostro giudizio personale ma sul Suo, confrontandoci con la Sua legge ed i Suoi comandamenti.

Romani 3:19, 23 Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio; 23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.

Il verdetto della legge divina è dimostrare quanto noi tutti siamo inclini, per natura e per scelta, a formulare pensieri e compiere atti che contrastino quotidianamente la santità e la giustizia divina.

3° - Il grande dilemma

Proverbi 17:15 Chi assolve il colpevole e chi condanna il giusto sono entrambi un abominio per l'Eterno.

Se tutti noi siamo colpevoli di aver volutamente infranto, per un infinito numero di volte, le Sue leggi, come può un Dio giusto e santo assolverci? Forse ora la risposta a tale quesito può non interessarti, ma come risponderai a tale quesito al termine della tua esistenza? Se, a causa di quanto sta accadendo in questi giorni nel mondo, anche tu realizzassi che il tuo percorso è giunto al termine, riusciresti ancora a considerarla una domanda inutile?

4° - La soluzione divina

La soluzione a questo dilemma è stata trovata direttamente da Dio. Ha escogitato un modo affinché potesse manifestare, nei nostri confronti, il Suo amore mediante il perdono e nello stesso tempo non invalidasse la Sua giustizia che richiedeva una sentenza di colpevolezza. Ha pagato Lui stesso il nostro debito. Ha punito Sé stesso al posto nostro. Questa è la migliore notizia che tu possa mai ascoltare in tutta la tua vita. Dio ti offre il Suo perdono gratuitamente. Forse avresti preferito scoprire di essere l’erede di una vincita milionaria, oppure preferiresti guarire da una malattia terribile, ma quei soldi non li godresti per sempre e la vecchiaia farà comunque da anticamera al giorno della tua morte.

Giovanni 3:16; 15:13 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 15:13 Nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici.
2 Corinzi 5:21 Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.

Il vangelo afferma che Dio Padre ti ha amato fino al punto di offrire la vita di Suo Figlio per salvare la tua, e che Gesù stesso ha preferito offrirsi volontariamente piuttosto che emettere una sentenza di condanna nei tuoi confronti.
Il Padre eterno ha rivolto la Sua ira verso il Figlio, punendolo per colpe che non aveva mai commesso e Gesù ha preferito sopportare fisicamente le sofferenze atroci della crocifissione, ed essere spiritualmente colpito dal giudizio divino, piuttosto che farti realizzare le conseguenze di essere oggetto della maledizione divina.

Isaia 53:4-5 Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! 5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.
1 Pietro 2:24 egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, “e mediante le sue lividure siete stati guariti”.

Ovviamente, tutti i credenti continuano a sperimentare la malattia, la vecchiaia e la morte corporale, conseguenza fisica per eccellenza del peccato. La guarigione di cui parla il profeta Isaia è invece avvenuta una volta per tutte ed era riferita alle problematiche spirituali del popolo di Israele. L’apostolo Pietro poi le applica anche alla chiesa, formata da persone provenienti da ogni popolo. Morendo sulla croce Gesù ha sanato le nostre anime malate di peccato una volta e per sempre. Il Servo del Signore ha pagato per peccati non suoi, in quanto privo di peccato, sodisfacendo del tutto l'esigenza di giustizia di un Dio perfettamente santo e liberandoci da una punizione che ci spettava di diritto: l'ira del Padre.

1 Corinzi 15:14 se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede.

Dopo aver offerto la sua vita Gesù resuscitò dalla morte. Questo fatto è cruciale e DEVE essere storicamente avvenuto. Se così non fosse il cristianesimo stesso, non essendo una semplice filosofia o religione inventata dall’uomo, ma il risultato della fiducia posta in colui che ha dichiarato di essere Dio e di aver vinto la morte, sarebbe la più grande delle illusioni.

Atti 17:30-31 Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, 31 perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti.

La resurrezione è la dimostrazione che il Padre ha gradito perfettamente l’offerta del Figlio, non solo considerandola il pagamento perfetto per il nostro infinito debito, contratto a causa del peccato, ma al punto da affidare nelle mani di Gesù anche il giudizio universale di tutti i peccatori. Noi compresi.

5° - La nostra responsabilità

Marco 1:15 ravvedetevi e credete al vangelo.
Atti 26:20 ho predicato che si ravvedano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento.

Questa “buona notizia” non va solo ascoltata e compresa, occorre credervi ed agire di conseguenza. Farlo significa innanzitutto ravvedersi, ossia pentirsi. Non tanto e non solo di alcuni atti da noi considerati gravi, ma soprattutto dal fatto che ogni cosa da noi pensata, detta e fatta ha offeso la purezza divina senza che noi vi dessimo peso. Tale ravvedimento sarà genuino soltanto se, dalle emozioni, si passerà alle azioni. Se avremo genuinamente riconosciuto che la nostra vita, fino a quel momento, ha offeso profondamente il Creatore dell’universo, proveremo non solo vergogna e disagio, ma anche il desiderio di cambiare radicalmente il nostro modo di vivere.
Lo faremo per fede. Essa non comporta unicamente il credere fermamente che esista un Dio nel cielo, ma la fiducia senza riserve nelle Sue promesse e nella Sua persona. Comporta iniziare a fidarsi più di Lui che di sé stessi, delle Sue parole più che delle proprie emozioni e convinzioni personali, del sacrificio sostitutivo di Gesù più che delle nostre buone opere meritorie. Comporta scendere dal trono della propria breve vita per farvi salire il solo che Ha il diritto di sedervi stabilmente.

6° - I benefici della Pasqua

Romani 5:1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.
Filippesi 1:6 E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.

Se ci ravvedremo e riporremo fede in Cristo potremo essere certi che tutto ciò che è stato da noi commesso in passato, che commettiamo al presente e commetteremo in futuro è stato e sarà perdonato da Dio. Essere giustificati comporta l’essere riconosciuti legalmente giusti davanti al tribunale divino, non in virtù dei propri meriti ma di quelli acquisiti da Gesù per noi ed a noi imputati. Immeritatamente accreditati tramite l’opera di Gesù. Chi crede in Lui ottiene la pace con Dio, per sempre. Nonostante quanto affermato, la vita di un cristiano sarà comunque caratterizzata dalla confessione e da un costante ravvedimento. La lotta contro il peccato impegnerà le sue risorse e le sue energie per tutta la durata della sua vita. Vivrà sicuramente periodi di grandi vittorie ma anche di profonde sconfitte e potrà perfino accadere che gravi e scandalosi peccati lo coinvolgano ancora. Ciò nonostante, Dio non permetterà mai che tale condizione fallimentare duri per sempre, perché ha previsto e promesso la crescita spirituale per le persone che Lui ha salvato dal peccato.

Credi tu che Gesù sia morto per sostituirsi ai peccatori? Credi che è morto anche al posto tuo? Se la risposta sarà affermativa, allora la tua vita ne verrà completamente condizionata.

Luca 5:31-32 Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati. 32 Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento».
Giovanni 14:6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

La Pasqua ricorda a noi tutti che Gesù è l’unico medico in grado di somministrare il solo antidoto che Dio abbia mai fornito all’umanità per poterla guarire dal peccato. L’unico che possa salvare anche te. Non illuderti, non troverai mai una via alternativa. Sii saggio, pensaci prima.

Patrick Galasso