Il Dio della speranza

Romani 15:13 Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.
Noi cristiani, a differenza di altre religioni, siamo monoteisti; crediamo in un solo Dio. Ci sono dei casi nella Scrittura in cui Dio viene chiamato in maniere diverse, affiancando un epiteto secondo la caratteristica che l’autore in quel momento vuole enfatizzare, anche se si parla sempre dell’unico Dio. Facendo qualche esempio, Paolo in Romani 15:5 si riferisce a Dio chiamandolo “Il Dio della pazienza e della consolazione“, in Romani 15:33 “Dio della pace” e nel nostro versetto “Dio della speranza“. Questo modo di fare evidenzia Dio come l’essere supremo in ognuno di questi aspetti; voglio conoscere la vera consolazione, la vera pace, la vera pazienza… Dio è l’autorità assoluta. Non solo per conoscere tali aspetti ma anche per beneficiarne come cristiano.
Il nostro versetto inizia con un augurio che Paolo pronuncia per i suoi lettori: nomina Dio definendolo “Dio della speranza”, da qui possiamo capire l’intento di Paolo nel desiderare che i suoi lettori riflettano su questo aspetto nelle loro vite. Questo Dio è il solo che possa riempire di “ogni” gioia e di “ogni” pace, mostrando così la sua onnipotenza nella cura sufficiente e completa verso i suoi; Paolo prosegue il ragionamento citando anche il termine “fede”. Il Dio della speranza ha l’onnipotenza per riempire il vostro cuore di tutta la gioia di cui avete bisogno, di tutta la pace necessaria, ma nella fede. Senza fede la speranza non ha basi, la pace è legata alle circostanze e la gioia effimera. Nel nostro versetto dopo la parola fede compare un “affinché”, mostrando tutto il discorso seguente come dipendente da ciò che ha appena detto. Paolo infatti vuole che i suoi abbondino nella speranza; speranza non intesa come il desiderio che le cose vadano bene, ma come l’attesa di ciò che sicuramente arriverà perché lo si attende per fede… e la fede ha come oggetto le promesse di un Dio affidabile (Ebrei 11:1 “La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono“). La speranza di cui parla Paolo non è legata alle capacità umane, è frutto di un lavoro di Dio nel cuore dei suoi, che li trasforma all’immagine di Cristo e li attira sempre più a Lui, infatti solo tramite la potenza dello Spirito Santo possiamo realmente realizzare questa speranza abbondante. Tutto inizia dal Dio della speranza che riempie di vera gioia e pace, per abbondare nella speranza con la potenza dello Spirito Santo; la nostra responsabilità è la fiducia.
La vita quotidiana spesso presenta insidie; spesso il benessere ci intontisce, spesso il dolore ci allontana da Dio, spesso l’ingiustizia che vediamo o subiamo ci fa dubitare della cura di Dio verso di noi. Possa questo versetto essere la nostra richiesta a Dio… che il Dio della speranza ci riempia di gioia e pace, indipendentemente dalle circostanze favorevoli o sfavorevoli che stiamo vivendo, affinché abbondiamo nella speranza. Solo Dio può darci la forza di fidarci di Lui ed avere una speranza che abbia le promesse di Dio come fondamento stabile. Viviamo una vita che lo onori quotidianamente per pura e semplice riconoscenza verso di Lui, nell’attesa di poterlo vedere un giorno faccia a faccia.
Fabio Galasso