Ha valore per te?

Da cosa possiamo determinare il valore di un oggetto? Dal prezzo con cui viene acquistato e dalle attenzioni utilizzate per averne cura nel tempo. Alcuni oggetti sono così importanti per il nostro benessere che potremmo addirittura sostituire la parola “costo” con “investimento”. Lo stesso principio è valido anche in campo relazionale e spirituale; infatti, come il valore dei propri affetti è determinato dal tempo che viene “investito” in essi e dalle risorse economiche utilizzate per il benessere di ogni singolo membro familiare, così il valore che la chiesa dà al suo nutrimento spirituale è legato anche all’importanza data al sostegno del pastore o di chi investe molto tempo ed energie per lavorare in essa e per essa.
1 Corinzi 9:4-12/aNon abbiamo forse il diritto di mangiare e di bere? 5 Non abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa (Pietro)? 6 O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? 7 Chi mai fa il soldato a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? O chi pascola un gregge e non si ciba del latte del gregge? 8 Dico forse queste cose da un punto di vista umano? Non le dice anche la legge? 9 Difatti, nella legge di Mosè è scritto: «Non mettere la museruola al bue che trebbia il grano». Forse che Dio si dà pensiero dei buoi? 10 O non dice così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza e chi trebbia il grano deve trebbiarlo con la speranza di averne la sua parte. 11 Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, è forse gran cosa se mietiamo i vostri beni materiali? Se altri hanno questo diritto su di voi, non lo abbiamo noi molto di più?
Rivolgendosi ai credenti di Corinto,Paolo reclama il diritto di sposarsi, ossia di avere anch’esso una famiglia a cui badare e che avrebbe assorbito parte del suo tempo e delle sue energie, e di godere di un sostegno economico da parte di coloro che beneficiavano del suo lavoro. Tale affermazione era maggiormente sostenuta dal fatto che quella chiesa locale aveva sostenuto e sosteneva ancora altri ministri del Vangelo.
1 Corinzi 9:12/b-14 Ma non abbiamo fatto uso di questo diritto; anzi sopportiamo ogni cosa, per non creare alcun ostacolo al vangelo di Cristo. 13 Non sapete che quelli che fanno il servizio sacro mangiano ciò che è offerto nel tempio? E che coloro che attendono all’altare, hanno parte all’altare? 14 Similmente, il Signore ha ordinato che coloro che annunciano il vangelo vivano del vangelo.
Paolo aveva rinunciato, al fine di non essere ulteriormente attaccato da chi lo considerava “inferiore” agli altri apostoli, ad essere sostenuto finanziariamente dai credenti di Corinto; città in cui visse per 18 mesi. L’apostolo infatti, ad eccezione del sostegno che riceveva da alcune chiese locali come quella di Filippi, lavorava come fabbricante di tende per potersi mantenere; tuttavia, desidera ribadire che tale scelta costituiva un’eccezione e non una regola, come confermato da quanto insegnato dalla legge di Mosè e da tutto il suo ragionamento.
Il principio evidenziato da Paolo 2000 anni fa rispecchia bene la condizione in cui molti pastori e responsabili si trovanooggi, soprattutto in Italia.E’ bello infatti ascoltare un sermone ben preparato, profondo, edificante per bocca di chi Dio ha chiamato a svolgere tale compito ed è ancor più bello ricevere cure spirituali da guide che Dio ha preposto a tale ruolo, ma spesso ci si dimentica che per trovare il tempo per compiere bene tale lavoro occorre dedicarsi parzialmente od a pieno tempo a tale lavoro. Ma come vivranno tali persone e le famiglie di cui hanno la responsabilità? Molti nella chiesa sembrano non preoccuparsene, tuttavia appare chiaro che sia volontà di Dio che coloro che “annunciano il vangelo vivano del vangelo”.Posso affermare, per esperienza diretta, che il Signore continuerà a prendersi cura dei Suoi ministri nei modi più disparati e creativi nonostante l’irresponsabilità di molti credenti; tuttavia, resta responsabilità della chiesa la condivisione dei propri beni materiali con coloro che onorano e servono il Signore, servendola.
Patrick Galasso