Fedeltà e fragilità

Davanti alle incognite del nuovo anno, soprattutto in ambito economico (caratterizzato da nuovi rincari e da una prospettiva occupazionale non proprio rassicurante), il denaro è sicuramente in grado di infondere una certa sicurezza; tutto ciò è innegabile. Ciò nonostante, tutto il denaro del mondo non potrebbe mai essere sostituito all’amore delle persone (solitamente poche) che hanno veramente a cuore il nostro bene, né tantomeno compensarne la mancanza. A tal proposito, fa riflettere una storia che ho letto anni fa sul web: un uomo di 80 anni si recava puntualmente ogni mattina presso un ricovero per anziani, allo scopo di portare la colazione a sua moglie malata di Alzheimer. Un giorno, alcuni conoscenti gli chiesero “tua moglie si preoccuperebbe se un giorno non venissi a portarle la colazione?”; al che lui rispose “lei non ricorda… non sa neanche chi sono io, sono cinque anni che non mi riconosce più”. Tale risposta li colse alla sprovvista, al punto che replicarono dicendo “che cosa meravigliosa! Ma stai ancora portando la colazione a tua moglie ogni mattina, anche se lei nemmeno ti riconosce?”. L’uomo, sorridendo, rispose “lei non sa chi sono io, ma io so chi è lei”. Non sappiamo se tale storia sia vera, tuttavia, è in grado di sottolineare 2 grandi verità: tutto il denaro del mondo non avrebbe permesso a questa donna di migliorare la propria condizione, mentre uno stato di grande indigenza non avrebbe in nulla sminuito l’amore e la cura che il marito le avrebbe comunque rivolto.

 

Anche la Bibbia è piena di promesse relative alla cura divina per i propri figli ed il passo seguente lo dimostra chiaramente.

 

Ebrei 13:5 La vostra condotta non sia dominata dall’amore del denaro; siate contenti delle cose che avete; perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò».

 

L’autore della lettera esorta i cristiani a non mettere al centro della propria vita il denaro ed i vantaggi che il potere economico è in grado di conferire a chi lo possiede, poiché, il farlo, corrisponderebbe ad un tradimento idolatrico nei confronti di Dio, il quale ha promesso di prendersi cura di noi. Infatti le parole pronunciate da Dio, nel greco, rendono un’idea simile: “non esiste assolutamente alcuna possibilità, né alcun motivo, per il quale potrei mai abbandonarti, mai e poi mai”.

 

Ebrei 13:6 Così noi possiamo dire con piena fiducia: «Il Signore è il mio aiuto; non temerò. Che cosa potrà farmi l’uomo?»

 

Alla luce di tale promessa divina, i credenti possono coltivare serenità e fiducia in qualsiasi circostanza si verranno a trovare, in quanto è sempre permessa e voluta da un Dio sovrano ed amorevole per il loro bene e la Sua gloria. Infatti, adorare un dio unicamente in condizioni di benessere è un atteggiamento umano, che qualsiasi pagano può rivolgere a qualsiasi tipo di divinità, mentre adorare Dio nonostante le avversità è dimostrazione di vera fiducia ed amore incondizionato. Questa è una vera relazione e questo rende realmente onore a Dio, il quale non mancherà di rivolgere a noi cure che neppure comprendiamo, proprio come la moglie dell’ottantenne nell’esempio citato. Che ciascuno di noi possa, davanti alle incognite di questo nuovo anno, godere dell’amore e della cura che chi ci ama sarà comunque in grado di trasmetterci; Dio in primis.

 

Patrick Galasso