La quiete prima della tempesta

Immagina di trovarti in una situazione in cui, nonostante tutto ciò che ti circondi sia caratterizzato dalla quiete, vieni avvisato da vari notiziari di una imminente catastrofe; quale sarebbe il tuo stato d’animo? Quasi sicuramente vi trasparirebbero ansia, paura ed angoscia.
Anche il profeta Isaia scrisse a persone che si sarebbero trovate ben presto in una situazione simile. Anticipando l’invasione degli Assiri e la deportazione degli Israeliti infedeli, profetizzò anche del giudizio che si sarebbe successivamente riversato sugli Assiri stessi, con la finalità di ricordare al proprio popolo che non tutti necessariamente avrebbero sperimentato i medesimi atteggiamenti o gli stati d’animo davanti ai giudizi divini. Vi sarebbe stata infatti una grande differenza tra i falsi professanti in Israele e coloro che realmente avrebbero continuato a riporre la propria speranza e fiducia in Dio.
Isaia 33:14-16 I peccatori sono presi da spavento in Sion, un tremito si è impadronito degli empi. «Chi di noi potrà resistere al fuoco divorante? Chi di noi potrà resistere alle fiamme eterne?» 15 Colui che cammina per le vie della giustizia, e parla rettamente; colui che disprezza i guadagni estorti, che scuote le mani per non accettare regali, che si tura gli orecchi per non udir parlare di sangue e chiude gli occhi per non vedere il male. 16 Egli abiterà in luoghi elevati, le rocche fortificate saranno il suo rifugio; il suo pane gli sarà dato, la sua acqua gli sarà assicurata.
Chi, secondo il profeta, sarebbe stato protetto dall’ira divina che avrebbe colpito prima Israele e poi la stessa Assiria? Chi avrebbe potuto coltivare un atteggiamento speranzoso e fiducioso nonostante la difficoltà nella quale si sarebbe, ben presto, trovato coinvolto? Colui che avrebbe continuato ad agire per fede, che avrebbe proseguito a fare le scelte che Dio avrebbe approvato; in altre parole, che non si sarebbe adeguato alla mentalità di chi lo circondava in quel momento e non avrebbe cercato di “cavarsela” con mezzi più o meno discutibili. L’israelita fedele avrebbe sicuramente attraversato un momento buio sotto l’oppressione nemica, tuttavia, il suo Dio gli avrebbe sempre assicurato cura e protezione.
Questi pochi versetti ci ricordano 2 verità importanti:
1° Dio non agisce sempre come noi vorremmo: a volte permette che i Suoi figli fedeli siano esposti a circostanze difficili dal punto di vista fisico, emotivo o finanziario; eppure, anche in quei momenti la situazione non sfugge al Suo controllo. Infatti, metterci sotto pressione fino al punto di disperare delle nostre risorse al fine di alimentare la fiducia in Lui è una delle strategie usate per santificarci.
2° Dio mantiene sempre le Sue promesse: sa che abbiamo costantemente bisogno di sicurezza, protezione, cibo, vestiti e moltissime altre cose; pertanto, come Ha provveduto in passato lo farà sicuramente in futuro.
Essendo sia sovrano che costantemente fedele con te, non merita la tua diffidenza; chiediti pertanto se la relazione che hai instaurato con Lui è caratterizzata da una profonda fiducia oppure da dubbi e relativi compromessi.
Patrick Galasso